STORIA INTERNAZIUNALE « Contro la repressione in Sardegna — Contre la répression en Sardaigne »

(Corsicainfurmazione.org, Unità Naziunale, Publié le 11 février 2026Le document retrace les premières mobilisations politiques de Sardigna e Libertade au début des années 1980 contre ce qu’il considère comme une répression exercée par l’État italien en Sardaigne.

Le mouvement défend l’autodétermination du peuple sarde et organise débats, manifestations, lettres ouvertes et campagnes de solidarité, notamment autour du cas de Salvatore Meloni, devenu symbole politique.

Entre janvier et décembre 1982, une série d’initiatives publiques, étudiantes, syndicales et culturelles vise à sensibiliser l’opinion publique et à dénoncer la justice d’exception, la détention préventive et la centralisation politique.

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Documents : INITIATIVES DE SARDIGNA E LIBERTADE CONCERNANT LA RÉPRESSION EN SARDAIGNE

On peut dire que Sardigna e Libertade, dans sa courte mais déjà riche histoire, s’est distinguée, entre autres, par l’intérêt et l’attention portés au problème de la répression en Sardaigne. Il est significatif que ses débuts coïncident précisément avec un colloque-débat sur la répression tenu à Cagliari le 22 janvier 1982. S. e L. n’interprète pas ce terme uniquement dans le sens de l’incarcération et de la coercition, mais lui attribue un sens beaucoup plus large : par « répression », on entend tous les actes accomplis par les organes officiels de l’État italien (gouvernement, magistrature, services secrets, police, moyens d’information) visant à étouffer la culture, la politique, la vie sociale et l’économie de la Sardaigne.

Les arrestations d’indépendantistes constituent le dernier épisode marquant d’un vaste projet visant à freiner et réprimer les aspirations légitimes du peuple sarde qui veut — par les moyens et méthodes que la Constitution italienne elle-même permet — être protagoniste actif de son développement économique, politique, social et culturel, plutôt que simple sujet passif des décisions imposées par l’État selon ses exigences centralistes.
L’AUTODÉTERMINATION et l’INDÉPENDANTISME ne sont rien d’autre que l’aspiration à la reconnaissance du droit d’être « sujet actif de son propre destin ». Aujourd’hui plus que jamais dans l’histoire de l’île, on cherche à détruire cette idée en criminalisant de manière subtile la dissidence et la résistance à la logique unilatérale que l’État veut imposer avec le soutien des partis italiens qui, en Sardaigne, en relaient les directives.

Afin d’impliquer et d’informer davantage l’opinion publique, le mouvement Sardigna e Libertade a promu plusieurs initiatives sur le thème de la répression :

  • 22 janvier 1982 — Cagliari : débat « Colonialisme, indépendantisme et répression », considéré comme la naissance de Sardigna e Libertade.

  • 27 juillet 1982 : manifestation populaire à Cagliari contre la répression et pour la libération de Salvatore Meloni.

  • 24 octobre 1982 : manifestation régionale pour la libération de Meloni et pour un procès rapide, suivie d’un débat public sur la répression et l’indépendantisme. Messages de solidarité d’indépendantistes catalans et campagne de signatures d’intellectuels et d’artistes.

  • Novembre 1982 : lettre ouverte aux institutions italiennes et sardes demandant la libération et le procès immédiat de Salvatore Meloni.

  • Novembre 1982 : initiatives de solidarité d’étudiants, d’organisations syndicales, d’associations non-violentes et de conseils d’usine.

  • Novembre 1982 — Sassari, Cagliari, Nuoro : sit-in et initiatives publiques en faveur de Meloni.

  • 27 novembre 1982 — Alghero : débat public sur « Salvatore Meloni et la répression en Sardaigne ».

  • 2 décembre 1982 : grande manifestation unitaire contre la répression, la détention préventive et l’isolement carcéral, avec rassemblement final à Cagliari.

Luigi Addis

SARDIGNA E LIBERTADE

INIZIATIVE DI SARDIGNA E LIBERTADE IN MERITO ALLA REPRESSIONE IN SARDEGNA

Si può dire che Sardigna e Libertade, nella sua ancor breve ma già ricca storia, si è distinta, tra le altre cose, per l’interesse e l’attenzione nei confronti del problema della repressione in Sardegna. È significativo il fatto che i suoi albori sono da collocare proprio in occasione di un convegno-dibattito sul tema della repressione tenutosi a Cagliari il 22 gennaio-1982. S. e L. non interpreta limitativamente questo termine soltanto nel senso di carcerazione e coercizione, ma gli attribuisce anche un significato molto più ampio: intende con il termine “repressione” tutti quegli atti compiuti dagli organi ufficiali dello Stato italiano (governo, magistratura, servizi segreti, polizia, mezzi di informazione) tesi a soffocare la cultura, la politica, la vita sociale e l’economia della Sardegna.

Gli arresti degli indipendentisti sono l’ultimo clamoroso episodio di un vasto disegno tendente a frenare e reprimere le legittime aspirazioni del popolo sardo che vuole — con i mezzi e i metodi che la stessa Costituzione italiana gli consente — essere protagonista attivo del proprio sviluppo economico politico sociale e culturale anziché semplice soggetto passivo delle decisioni che lo Stato impone e sceglie a seconda delle sue esigenze centralistiche. L’AUTODETERMINAZIONE e L’INDIPENDENTISMO altro non sono che l’aspirazione alla conquista del riconoscimento del diritto di essere “soggetto attivo del proprio destino”. E oggi, più che in qualsiasi altro momento storico della nostra isola, si vuole e si tenta di uccidere questa idea, criminalizzando in maniera subdola il dissenso e la resistenza alla logica unilaterale che lo Stato vuole imporre con il sostegno e il consenso dei partiti italiani, i quali mediano e avallano in Sardegna, come vere e proprie succursali, le direttive imposte da Roma.

Allo scopo di coinvolgere e di informare maggiormente l’opinione pubblica il movimento Sardigna e Libertade si è fatto promotore ed è stato protagonista in diverse iniziative sul tema della repressione:
– 22 Gennaio 1982. Cagliari. Dibattito su “Colonialismo, indipendentismo e repressione” indetto dal periodico “Sa republica sarda”. È in sostanza la data di nascita di Sardigna e Libertade poiché è proprio in occasione di questo convegno sulla repressione che si hanno i primi contatti informali tra i vari movimenti anticolonialisti per la costituzione della nuova organizzazione indipendentista a carattere nazionale. L’esigenza della formazione di un movimento che raccolga più forze indipendentiste dell’area socialista è la risposta e la proposta politica e democratica da parte di “Movimentu Su Populu Sardu”, “Sardegna e Libertà”, e “Sa republica sarda” (gli allora futuri componenti di S. e L.) alla azione repressiva dello stato accentratore, che vuole soffocare l’idea indipendentista con la forza.

Sono presenti al convegno oltre ai tre movimenti citati, il F.I.S., il P.S. d’Az., D.P.S., il partito radicale, sa Bardana. Coordinatori sono Gianni Massa e Ottavio Olita. In conclusione viene stilato un documento che denuncia la repressione dello Stato Italiano sottoscritto da Sardigna e Libertade, Movimentu su Populu Sardu, Sa republica sarda, F.I.S., D.P.S., Sa Bardana.
– 27 Luglio 1982. Manifestazione popolare per le vie di Cagliari promossa da S. e L. cui aderiscono F.I.S., P. e D.P.S., contro la repressione e per la liberazione di Salvatore Meloni.
– 24 Ottobre 1982. Annunciata dall’affissione in tutta la Sardegna di migliaia di manifesti con la frase di Salvatore Meloni scritta dal carcere di Buoncammino “La libertà di un popolo vale più della mia vita”, si svolge per le vie di Cagliari una manifestazione popolare organizzata da S. e L. che chiede la liberazione di Meloni per gravi motivi di salute e la celebrazione in tempi brevissimi del processo a suo carico. Il corteo, al quale partecipa il F.I.S. e aderiscono D.P.S., P., il movimento non violento, parte dal palazzo della Regione di viale Trento e si conclude in Piazza Giovanni XXIII° dove nei locali dell’Enal Hotel si apre un dibattito sui temi della repressione e dell’indipendentismo. Nel corso del dibattito viene letto un telegramma di solidarietà a Meloni inviato da Barcellona dagli indipendentisti catalani “Nacionalistes d’Esquerra”. L’assemblea invita la signora Giovanna Uccheddu a fare opera di convincimento nei confronti del marito perché desista dallo sciopero della fame ed è mandato allo scrittore anticolonialista Ugo Dessy per la raccolta di firme a favore di Salvatore Meloni. Aderiranno, fra gli altri, Sabino Acquaviva, Giorgio Bertani, Carlo Cassola, Fabrizio De André, Sebastiano Dessanay, Pietro Diaz, Dario Fo, Giannino Guiso, Franca Rame.
– Novembre 1982. “Lettera Aperta” al Consiglio Regionale Sardo, Ai Deputati e Senatori Sardi nel Parlamento italiano ed Europeo, Ai partiti democratici italiani, alle OO.SS. CGIL CISL UIL, Ai direttori delle testate giornalistiche italiane, al presidente dello Stato italiano, on. Sandro Pertini. Dopo un’analisi del “caso-Meloni” e della situazione della Giustizia in Sardegna, si chiede la libertà e il processo immediato di Salvatore Meloni. Di questa “lettera aperta” si stampano migliaia di manifesti che vengono affissi nei maggiori centri della Sardegna.
– Novembre 1982. Attestazione di solidarietà a Meloni da parte dell’Assemblea degli studenti Universitari di Sassari cui aderisce la F.G.C.I. di Sassari.
– Novembre 1982. Documento del Consiglio di fabbrica di Ottana in favore del processo immediato a Salvatore Meloni.
– Novembre 1982. Presa di posizione pro-Meloni da parte dell’Associazione mondiale dei non-violenti.
– Novembre 1982. Sit-in di protesta davanti ai palazzi di Giustizia di Cagliari e di Sassari contro la repressione e per la celebrazione del processo a Meloni organizzato da S. e L., con la partecipazione di D.P.S., F.I.S..
– Novembre 1982. Nuoro. In occasione dello sciopero generale indetto dagli studenti delle scuole medie superiori di Nuoro, S. e L. organizza un Sit-in “pro Meloni” di fronte al Palazzo di Giustizia, al quale partecipano numerosi studenti. Una delegazione di S. e L. si reca alla Biblioteca “Satta” dove in occasione dell’Assemblea del Popolo Sardo per la provincia di Nuoro, viene letto un comunicato sulla repressione in Sardegna e sul caso “Meloni”.
– 27 Novembre 1982, Alghero. Organizzato da Sardigna e Libertade (movimento politico sorto nel 1979 che difende i diritti della minoranza storico-culturale e linguistica algherese-catalana, presente in consiglio comunale con 3 consiglieri) e nel maggio 1982 ha aderito e fondato con MSPS e sa Republica Sarda, Sardigna e Libertade, tiene nella sala consiliare, con la partecipazione di un numeroso pubblico in prevalenza giovanile, un dibattito sul tema “Salvatore Meloni e la repressione in Sardegna”, introdotto dall’avvocato prof. Pietro Diaz. Sono presenti la moglie e il fratello di Salvatore Meloni. Partecipano e danno la loro adesione Nuova Sinistra Sarda e la F.G.C.I. di Sassari, mentre tutte le forze politiche locali, sebbene invitate, non partecipano.
– 2 Dicembre 1982. È organizzata da S. e L. una grande manifestazione unitaria e popolare con l’invito a tutti i partiti democratici, alle OO.SS., alle associazioni culturali, contro la repressione generale, l’avocazione arbitraria dei processi, la carcerazione preventiva, l’isolamento come prassi normale dell’amministrazione della giustizia in sardegna, e perché venga fatta piena luce sugli arresti dei 13 indipendentisti. Partiranno cortei dai palazzi di Giustizia di Sassari, Nuoro e Oristano che confluiscono in piazza Jenne a Cagliari. Da qui parte un lungo corteo, centinaia di compagni, di militanti (vi è anche una presenza organizzata di D.P.S. e del F.I.S.) che attraversano la città e raggiungono il palazzo di Giustizia dove i compagni Angelo Caria e Rafael Caria per S. e L. e Francesco Casula per D.P.S. tengono il comizio conclusivo.

Luigi Addis

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